Alice im Wunderland

Alice Weidel, leader estrema destra tedesca

Il “Paese delle meraviglie” di Alice Weidel è quella Germania che l’ha votata riconoscendola leader e volto simbolo di quello che in Europa è considerato un terremoto. Paracadutata nella tana del Bianconiglio dalla sua gonna a palloncino, la destra ultraconservatrice è infatti ormai il terzo partito più forte della camera, con il 13% dei voti in barba ai sondaggi che lo davano a meno della metà. Un partito grande come quella bambina che mangia il biscotto magico della favola e può finalmente accaparrarsi le chiavi per entrare nella porta del potere da cui a conti fatti manca da oltre 50 anni.

Ma chi è questa eccentrica Alice che ha sparigliato le carte impegnando la Regina Angela nella nuova e difficile sfida di far funzionare il governo? La 38 enne che ha raccolto il testimone di Frauke Petry, la quale ha rinunciato alla candidatura e ora pure al partito?

Alice Weidel e la sua compagna Sarah Bossard

Famiglia benestante e studi economici alle spalle, la borghese Weidel sembra innanzitutto una donna che non bada troppo alla coerenza. E’ lesbica dichiarata e madre di due figli in un partito di destra oltranzista contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali e xenofobo (Il fatto che la sua compagna, poi, sia originaria dello Sri Lanka, sembra dire Frau Alice, sono tutti fatti suoi).  Da tempo vive infatti con Sarah Bossard, una produttrice cinematografica, le due hanno una seconda residenza in Svizzera a Biel dove allevano due figli adottivi. Niente da eccepire. Anzi. Qualche giorno fa a un evento della  campagna elettorale la candidata dell‘AfD ha dichiarato  “Non sono qui, nonostante la mia omosessualità, ma anche per la mia omosessualità” . In una precedente intervista aveva infatti precisato che Alternativa per la Germania è “l’unica protezione reale per i gay e le lesbiche in Germania”. La più grande minaccia per gli omosessuali tedeschi sarebbe infatti rappresentata dai migranti musulmani che per il loro credo sono nemici delle relazioni gay. E quindi tutto torna. Xenofobia inclusa. Del resto in primavera la Weidel era rimasta coinvolta in una polemica sul “politicamente corretto” da lei definito “il cumulo di immondizia della Storia”. E nella Wunderland di Alice naturalmente, è tutto molto lindo.   

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a “Alice im Wunderland

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