Parigi val bene un mercatino (tarocco)

Come un vero re, anche Emmanuel Macron ha la sua tazza. Peccato sia tarocca. Ma ciò non ha impedito che andasse a ruba, consentendo alle casse dell‘Eliseo di mettere in saccoccia 347 mila euro in soli 3 giorni. Il mercatino di prodotti griffati con i colori della bandiera francese e scritte in tema tenuto sabato nel tendone improvvisato durante l’eccezionale apertura al pubblico del palazzo presidenziale e poi on line serviva a finanziare il restauro dell’edificio. In meno di poche ore borse di tessuto e album da colorare con Brigitte e Emmanuel sono stati acquistati da fans e appassionati del potentato francese, che tante storie dentro quelle stanze ha visto, dai segreti di Mitterand alle donne di Sarkozy. Il  gadget più venduto? l’orologio tricolore indossato anche da Macron durante un incontro ufficiale seguito da una penna e dalla famigerata tazza della discordia. Si perchè sulla questione i social si sono scatenati: doveva essere una mug di purissima porcellana di Limoges e invece era fatta nella dozzinale Tolosa. Contestata o meno ( ma comunque ritirata dal mercato) la tazza contraffatta ha fatto il suo dovere ( costo 24 euro e 90) insieme a magliette e perfino macarons. Ma se la griffe dell’Eliseo ha consentito di contribuire al restyling del palazzo, più difficile,senza dubbio, è farlo con il suo celebre inquilino. Decisamente in caduta libera di popolarità Macron cerca disperatamente di correre ai ripari, salvo poi cascare nelle solite gaffes snob. Di certo quella che non sbaglia una mossa è la moglie che di popolarità invece se ne intende. L’ultima trovata è stata una comparsata in una serie tv. Una scelta che ha fatto discutere ma che in fondo è stata apprezzata. Del resto  non è certo l’unica first lady a flirtare con il mondo dello spettacolo. Lasciando stare i trascorsi da modella di Melania e della stessa Carla Bruni, anche la compagna dello scandalo di Hollande, Julie Gayet, di mestiere faceva proprio l’attrice. Effettivamente Brigitte in tv  appare mentre è ancora Premiere Dame, fatto del tutto inedito,  e per giunta nei panni di se stessa (con lo stesso tailleur del giorno dell’insediamento di Macron all‘Eliseo ). Ma la partecipazione di 3 minuti all’episodio trasmesso dalla tv pubblica France 2 della serie “Vestiaires” aveva un senso preciso. La miniserie affronta infatti il tema dell’handicap, un argomento sul quale Brigitte Macron è impegnata in prima fila. Chapeau, hanno così detto in coro i francesi, segno ulteriore che la minigonnata signora che nessuno si sogna di chiamare anziana è stabilmente nel loro cuore. Non si può dire altrettanto del suo compagno gaffeur. Dopo la tazza tarocca non rimane che aspettare le svendite.

 

 

La macchia “troppo” umana di Hulot

L’ex ministro francese Nicolas Hulot nelle vesti di conduttore della trasmissione di natura e avventura “Ushuaia”

Solo piccoli passi. Troppo piccoli per l’avventuroso Nicolas. Che non ci sta a sembrare il protagonista del libro di Sempé – Goscinny ma rivendica la grandezza dei suoi ideali incompatibili con un governo che lo avrebbe costretto a mentire. E lui, ormai ex ministro francese dell’Ambiente, fondatore dell’associazione “Fondation Nicolas-Hulot pour la nature et l’homme” e simbolo dell’ecologismo più convinto nato sotto i riflettori dello storico programma “Ushuaia Nature“, ha detto adieu.

Lo avevano corteggiato tutti, da Chirac a Sarkozy, ma lui aveva accettato solo l’incarico offerto da Hollande di “inviato speciale per il pianeta” che lo ha portato in giro per il mondo a sostegno dell’accordo sul clima – in seguito firmato a Parigi nel 2015. A Macron, invece, aveva detto si, ed era entrato nel suo governo diventando un “ministro immagine” garante in nome della sua popolarità di un impegno trasparente e  “organico”. Ora, dopo una serie di delusioni  e fallimenti, dal nucleare alla politica sul clima fino all’ultima provocazione sulla caccia ( la presenza ad una riunione sulla nuova legge di un controverso lobbista pro-caccia), ha salutato la compagnia.  E l’ha fatto in un’accorata diretta radiofonica, attraverso quei media da dove aveva iniziato e che gli avevano portato fortuna, una grande fortuna.

Il giornale francese “Le Canard Enchaine'” ha ricordato in un’inchiesta che lo stesso ministro aveva calcolato in 3 milioni di euro i proventi accumulati dai primi anni 90 dalla sua società “Eole”.  Un patrimonio costituito dai diritti d’autore dei libri ma anche da una poco chiara vendita di shampoo e gel doccia ispirati al celebre programma tv. Poco chiara perchè la produzione di prodotti di bellezza sarebbe stata a suo dire a lui estranea ma successivamente di fatto sfruttata. A questo vanno  ovviamente poi aggiunti i 290 mila euro di salario come ministro e i dividendi della società (che avrebbe continuato a vendere i prodotti). Niente di grave, per carità, nel governo Macron c’è più di un miliardario. (L’ex conduttore dichiara un patrimonio di 7,3 milioni di euro). L’aspetto forse piu’ in contrasto con l’immagine del paladino dell’ambiente è che alcuni degli articoli venduti da Hulot  non sarebbero esattamente eco compatibili. Anzi. Lo stesso giornale ricorda come Greenpeace nel 2006 abbia  inserito alcuni detergenti del marchio Ushuaia nella lista rossa dei prodotti chimici pericolosi. Certo non un brillante capitolo nel suo curriculum a cui si aggiungono le critiche da parte di Brigitte Bardot: Hulot  secondo la diva, non avrebbe fatto molto per i diritti degli animali.

“Spero di poter continuare a contare su di lui in un’altra forma” ha commentato il filosofo Macron. Metempsicosi politiche a parte, il ministero e’ appunto chiamato della “transition ecologique” e lui è così transitato. Ora si apre la caccia al sostituto. Qualcuno che senza l’aiuto di tante docce e shampoo riesca ad essere “senza macchia.”   

 
 
I

Che gelida manina

Donald Trump e la moglie Melania ricevuti per la prima volta dalla regina Elisabetta, venerdì, al castello di Windsor

Donald Trump e Theresa May sui gradini di Blenheim Palace

La regina sorride, allunga il guanto bianco. Davanti a lei, per la prima volta, ci sono Donald Trump e consorte. Difficile immaginare una stretta di mani meno spontanea. Del resto, proprio come cantava Zucchero, è con le mani che si può “dire di si”. Ne ho già scritto ma ci torno perchè la faccenda sembra non finire piu’. Prima la mano scocciata della first lady Melania nei bisticci col marito. Poi quella stretta stretta della fidanzatina Meghan, quella (politicamente) riconciliata di Melania a Donald, quella respinta dal neomarito e dal protocollo ( in presenza della regina) della neo duchessa del Sussex.  Infine, inaspettata ma non inedita, ecco la mano di Trump a Theresa May sui gradini di Blenheim Palace, la casa, diciamo così, di Winston Churchill. Una mano tesa non solo, parrebbe, in senso figurato. A prima vista infatti il gesto del presidente nei confronti della premier inglese inguainata in uno scomodo abito lungo e rosso sembrava solo una galanteria. La signora May, pur avvezza alle cene eleganti da ex studentessa di Oxford, appariva proprio a disagio. Invece quello bisognoso di sostegno poteva essere proprio lui, affetto, si dice, da un disturbo psicologico che lo metterebbe in difficoltà davanti a scalini e scale mobili ( ma che certo non l’ha fermato in altri tipi di scalate). Di certo il presidente ( che aveva già un precedente alla Casa Bianca con le mani della May)  non ama le effusioni, almeno quelle di stato. Sarebbe una questione di igiene: le mani sono un “terribile” veicolo di germi e contaminazioni. E qui si allinea, per ragioni completamente diverse, con la regina Elisabetta. Per protocollo “sua maestà” non può essere toccata e solitamente non stringe a tutti le mani. Nel caso, poi, indossa sempre guanti che si presume siano freschi di tintoria. Forse per questo il presidente non ha avuto remore venerdì nell’allungare la manona e già che c’era di camminare davanti alla sovrana, beccandosi i peggio insulti dai realisti britannici (Il fatto che non abbia nemmeno accennato a un inchino con il capo non ha invece sorpreso nessuno). Tanto “The Royals” hanno altri metodi per comunicare la propria disapprovazione. Mentre nel cielo di Londra si levava un enorme pallone gonfiato dalle fattezze di un esilarante baby Trump il Sunday Times pubblicava la feroce verità sulla visita degli inquilini della casa Bianca a Windsor: la regina era sola ad accoglierli perchè nessun altro, da William a Carlo, allo stesso Filippo,  li voleva incontrare. La gelida manina di Lilibeth, insomma è tutto quello che Donald e Melania hanno avuto, insieme a qualche scones con burro e marmellata di prammatica. Trump al “Sun” aveva detto: “Elisabetta è una donna tremenda, non vedo l’ora di parlare con lei”. E’ stato accontentato. Ora.. altro giro, altra mano. Quella di Putin, ma qui, niente guanti bianchi.  

 

Affari principeschi

Il principe Carlo e Camilla, duchessa di Cornovaglia

Leggo che Carlo lo scorso anno è stato il più gran spendaccione della casa reale, con un “viaggetto” insieme alla moglie Camilla in Brunei, India e Singapore costato appena 475 mila dollari. Ripenso così a pochi giorni fa quando, in visita nelle tenute del principe di Galles nel Cotswolds, mi apprestavo a fermarmi nel suo negozio di Tetbury, il paese poco distante dalla tenuta di Highgrove dove principescamente risiede circondato da produzioni vegetali “organiche” di ogni genere, dai cetriolini alle querce.

Il negozio del principe Carlo nel Cotswolds

Nel delizioso negozietto affollato di turiste in cerca di blasonati souvenir ci sono marmellate biologiche, bevande 100% a base di frutta e saponi naturali, ovviamente. Ma ci sono anche vezzosi guanti da giardinaggio lunghi fino ai gomiti  e utilissime mascherine per il sonno, casomai, tra una cesoiata e l’altra scappasse una pennichella nell’assolato orto. Ma poi ecco i pezzi forti: i calzettoni.

Tra le clienti sembrano andare per la maggiore, forse anche perchè scontati, quelli con le volpi, simbolo, in queste campagne più che mai, dell’aristocrazia. Più tardi, attraversando le tenute del duca di Beaufort, vicino di casa di Carlo e famoso per le sue grandiose battute di caccia, la guida mi spiega che quella alla volpe è si vietata, ma solo ufficialmente. Per la legge i cani corrono infatti dietro a una traccia olfattiva preventivamente diffusa per i campi.  Se poi però incrociano una volpe vera…ebbene, questa si ritiene sacrificabile. Da qui a suggerire che stranamente durante le battute un’ingenua volpe capita sempre nel bel mezzo delle mute di cani scatenati ci vuole poco.  Ma torniamo alle calze, ci sono anche quelle con i corgies  e anche se non scontate, sono una vera chicca. In questo mondo globalizzato per avere ai piedi i cani della regina si deve infatti per forza passare da qui. E terminiamo con il gran pezzo del momento.

L’orsetto “Arthur” in vendita nel negozio di Highgrove

L’orsetto. Si chiama Arthur, è prodotto in soli 100 esemplari e viene presentato come l’ultimo nato nella famiglia di Highgrove. Ricamato, cucito, assemblato in maniera artigianale e sicura viene proposto come il regalo da passare da una generazione all’altra. Per forza, costa 125 sterline. Decido che ne farò a meno ed esco, passo per la lontana e irraggiungibile Highgrove e sulla via del ritorno mi indicano il pub dove un Harry adolescente in vacanza dal papà è stato recuperato dalle guardie completamente ubriaco e la locanda dove la Regina, improvvisamente appiedata per un guasto notturno all’auto, ha dovuto fermarsi. Stanza numero 15, che da quel momento, ovviamente, ha raddoppiato il prezzo.  Arrivo a Bath, meta degli aristocratici del 700 e guardo il mio acquisto: una gomma con un signorile rivestimento azzurro e uno stemma color oro, l’unico oggetto ( di poco) sotto le 5 sterline. Con lo scontrino ricevo anche un grazioso biglietto di ringraziamento con la foto del principe per aver contribuito, con l’acquisto, al finanziamento delle sue attività di Charity. Mi sento virtuosa e non penso più ai viaggi dispendiosi di Carlo. Ognuno, mi dico, fa quello che può.   

Indovina chi viene a nozze

Il passaggio della carrozza con Harry e Meghan visto dalla strada, a Windsor

Due settimane dal Royal Wedding. Si è detto e contraddetto tutto ma soprattutto ci si è chiesti cosa rimane. Non vorrei addentrarmi in complesse e in fondo già viste considerazioni politiche o sociali. Sicuramente è servito a rilanciare l’immagine del principe Carlo, le quotazioni della “Firm” e a far guadagnare la Gran Bretagna, il resto si vedrà con il tempo. Vorrei invece raccontare quello che è rimasto a me, cronista tra gli altri, nel bel mezzo di quei centomila (o forse erano 150 mila?) appassionati del genere che presidiavano l’incantevole Windsor. Avevo un precedente, il matrimonio di Carlo e Camilla nell’aprile del 2005. Il giorno prima nevicava e un pò di quel gelo sembrava essere rimasto nel cuore degli inglesi che a parte qualche bandierina non avevano dimostrato molto entusiasmo al passaggio, ben più visibile, della famiglia reale tra le strade del paese. Stavolta la faccenda è stata ben diversa. 

Windsor, in attesa della carrozza insieme ad altre centomila persone

Con la troupe parcheggiamo alle 7 del mattino a Eton per riuscire a trovare un buco. Poi, a piedi fino a WIndsor dentro il fiume umano composto da gente comune e fortunati inviati a fare il pic nic e applaudire dentro il territorio del castello. Sul fiume cigni e imbarcazioni militari scorrono placidi. Dopo cinque ore in piedi a sgomitare tra la folla accampata da giorni dietro alle transenne decido di assistere alla cerimonia da uno dei tanti pub muniti di tv accesa. Qui il tifo è quello delle grandi occasioni. Troupe svenute al bancone, prosecco sui tavoli, comitive di signore con cappellino e veletta intorno, coppie californiane vestite come nelle Highlands insieme a inglesi rubizzi e attempati attaccati alla pinta di guinness. Arrivano William e Harry e si brinda. Arriva la regina e il tifo è da stadio. Arriva Meghan e io mi aspetto applausi, urla e gioia. E invece niente. Neanche una mosca a ronzare. Tutti tacciono. Poso il microfono e guardo bene. Il signore accanto a me, pelata orlata di bianco e occhi azzurro trasparente sta lacrimando. La ragazza brasiliana alle mie spalle idem. Si asciugano gli occhi le sciure col cappellino. Tira fuori il fazzoletto pure il californiano in kilt. La soprano intona le sue splendide note. Meghan sfila nella navata. Harry guarda lei come nessuno mai. E tutto intorno piangono. Quasi quasi piango anch’io. 

Ecco. Non aggiungo nulla. Impossibile dire che persona sia davvero la neo duchessa del Sussex. Se ami Harry o no. Se sia un’arrivista o no. Se sia sgamata, buona, ipocrita, innocente, cinica, appassionata, finta, adorabile etc. etc.  Ci ha provato Andrew Morton con una biografia dal mitico tempismo. Ci hanno provato tutti i blasonati cronisti della BBC che  hanno trasmesso immagini in diretta come se il sole non potesse mai tramontare su quel castello. Ci hanno provato i Royal columnist di tutto il paese, gli analisti di costume di tutto il mondo. Solo una cosa posso dire. Che Meghan ha un autore fantastico. Il numero uno. Perchè quella camminata sola e solenne, dignitosa e tenera, all’altezza di tutte le donne del mondo, coronate o meno che siano, è stata strepitosa. Da far impallidire Ridge e Brooke. Un neo “Indovina chi viene a nozze”  dove la regina sobbalza come Spencer Tracy  e lei, fragile e impegnata sorride senza forzature, spazzando via in un secondo la dentatura sbiancata e paralizzata di Kate in carrozza per le vie di Londra. Senza dimenticare il fantastico Carlo con al braccio la coloured Doria da una parte e la wasp Camilla dall’altra, riedizione azzeccata di una pubblicità anni 80 di Benetton.  Che questo autore sia l’amica Jessica ( tra l’altro mamma dello sdentato paggetto) o l’ufficio stampa di Buckingham Palace non si sa. Ma deve avere appoggi ben in alto per realizzare un tale ingresso da prima donna che non si appoggia a nessuno non in virtù di un’ imperdonabile Ubris ma per colpa di un povero papà incidentalmente malato. Un dono del cielo, senza dubbio. Salutato dalle impagabili lacrime alcoliche dell’anziano inglese e di un paese che questo ghost writer ha saputo incantare.

 

 

Aspettando il Royal Wedding

Prima di vedere e finalmente commentare la sposa che oggi è su tutte le copertine e che tra poco farà sognare il mondo e le casse della Gran Bretagna, dedichiamo un pensiero alla vita che l’aspetta. Una vita da reale, ben lontana da quella che Meghan conosce. Basta un solo giorno infatti  a darci l’idea della routine prevista per la futura sua altezzza reale principessa Harry del Galles. Quello di Natale. Ecco l’accurata descrizione del suo primo Natale passato a casa Windsor che fa Andrew Morton, autore della biografia “Meghan, a Hollywood princess” uscita da poco anche in Italia.

L’inchino di Meghan Markle alla regina il giorno di Natale immortalato dai fotografi e criticato dai cronisti inglesi

Preceduto di qualche giorno da un pranzo in “famiglia” alla presenza di 70 reali dove Meghan ha dovuto esibire i primi inchini perfino alla futura cognata Kate e alla moglie del principe Edoardo il tour de force è cominciato con la vigilia. Ecco il programma. Alle 16 te’ pomeridiano nel castello di Sandringham a base di sandwiches, scones, muffins, torte. Poi riposino. Alle 18 apertura cerimoniale dei regali, secondo l’usanza tedesca e cambio d’abito, lungo per le donne e smoking per gli uomini. Alle 20.15 cocktail (per la regina un Martini dry) e in seguito il banchetto ( gamberetti, agnello e tarte tatin) con gli immancabili royal gadget: tutti gli invitati hanno infatti indossato una “coroncina di carta” (tranne la regina of course). 

Ed eccoci al giorno fatidico. Prima il risveglio nel Cottage di Will e Kate “Anmer Hall“, dove i due, evidentemente impietositi dal terrore dell’attrice all’idea di soggiornare in una delle 270 camere di Sandringham, hanno offerto ospitalità ai futuri sposi. Colazione con i pargoli reali e poi via tutti in chiesa. All’uscita il momento del primo inchino pubblico alla regina. Un inchino definito “Imperfetto” e subito immortalato dal perfidi media britannici e soprattutto paragonato allo stile impeccabile di Kate. Poi saluto ai 3000 fans presenti nonostante il cllma gelido e tutti a pranzo. “Solo” 90 minuti a tavola terminati trionfalmente con la visione corale del discorso della regina alla tv alle 15. Poi, nel pomeriggio, giochi di società in allegra compagnia, le sciarade di cui Elisabetta seconda pare essere una temibile avversaria. Il giorno dopo, infine, la caccia. Una routine che la sempre sincera e quindi inappropriata duchessa di York, Sarah Ferguson aveva definito come “faticosissima con anche sette cambi d’abito in 24 ore”.   Nonostante ciò, poche ore dopo, il principe Harry, commentando la giornata alla radio aveva  affermato: “E stato un Natale come Meghan non ne ha mai avuti”- Verrebbe da dire “per fortuna” anche se lui naturalmente ne parlava in senso positivo. Si riferiva infatti al calore di un grande clan che si apprestava ad accogliere questa poveretta dall’infanzia frantumata e dall’adolescenza difficile. Certo, parlare di calore per la famiglia reale fa un pò effetto. Ma è una questione di punti di vista. E Harry conosce solo il suo. Tra poco avrà una moglie accanto. Molto diversa o forse no. 

 

Harry ti presento Meghan

Alle 8.30, finito di bere il suo Martini, Meghan si diresse verso il club privato al numero 5 di Hertford Street. Quella sera avrebbe cenato con il principe Harry. Era il primo luglio 2016. 

Inizia così, con un appuntamento al buio da romanzo,  la storia di Meghan e Harry. A raccontarla in tutti i suoi retroscena la biografia di Andrew Morton: “Meghan, a Hollywood princess”. In Inghilterra uscirà domani, in Italia l’8 maggio e farà discutere a lungo, almeno fino al 19 dello stesso mese, quando le cronache del matrimonio prenderanno il sopravvento. Il biografo di Diana, quello famoso per aver spazzato via da sotto il tappeto di Buckingham Palace tutte le reali malefatte, sa il fatto suo e da mesi sta indagando, complice la residenza in California, nella vita della futura duchessa. Sfogliando le sue 277 pagine fresche di stampa si trovano quindi non poche curiosità. Ma io, prima dell’infanzia, dei retroscena familiari e della cronaca di questo ultimo, febbrile anno di fidanzamento, sono corsa a leggere il capitolo cruciale, quello in cui i due, insomma, si incontrano. Di seguito, allora, un primo assaggio della bio che nei prossimi giorni tornerò ad anticipare. 

Mentre Meghan, racconta Morton, sedeva sul sedile dell’aereo che la portava a Heatrow quell’estate aveva il matrimonio in testa.

Meghan Markle sugli spalti di Wimbledon poche ore prima di conoscere il principe Harry

Ma questo semplicemente perchè era reduce dalla festa di addio al nubilato che la stessa aveva organizzato nella sciccosissima isola di Hydra, in Grecia, per l’amica Lindsay Jill Roth. Quei giorni, ultimamente balzati alle cronache italiane per le sue presunte foto in topless, erano infatti trascorsi tra chiacchiere di vestiti, liste nozze e severe sessioni di Yoga e Pilates. Un clima romantico e modaiolo che aveva contagiato Meghan nonostante fosse reduce dalla recente rottura con Cory Vitiello, fascinosa star dei fornelli. A Londra l’attrice americana avrebbe dovuto promuovere la nuova serie di “Suits“. Quindi, spiega Morton nel libro, l’aspettavano vari appuntamenti mondani tra cui il torneo di Wimbledon.  L’occasione è importante. 

 

Meghan a Wimbledon con Violet, l’amica pr considerata l’organizzatrice dell’appuntamento al buio con Harry ( fonte The Sun)

 Meghan viene fotografata seduta sugli spalti mentre fa il tifo per l’amica Serena Williams. Indosso l’abito nero di un noto stilista americano da cui spesso viene vestita proprio a fini pubblicitari. Nella foto pubblicata dal Sun la vediamo parlare con Violet von Westenholz l’amica pr dello stilista, allo stesso tempo blasonatissima frequentatrice dei principi britannici con cui spesso va a sciare in Svizzera. Quel giorno, il 29 giugno da quegli stessi spalti Meghan contatta al telefono una star del giornalismo, Piers Morgan. Lo stesso con cui in un locale di Kensington berrà il suo Martini. L’uomo, secondo Morton, è famoso per aver favorito più di un matrimonio celebre e dopo l’incontro si sarebbe detto conquistato dalla bella attrice. Ma a organizzare il blind date con Harry in quelle stesse ore pare essere stata invece proprio Violet nel set privatissimo dell’esclusivo  club di Mayfair

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Il principe (davvero) felice

Il principe Carlo con la moglie Camilla su una spiaggia del Queensland, in Australia (foto Ansa)

Spezziamo una lancia per Carlo e Camilla? Di fronte alla maniacale attenzione all’etichetta della Regina, ai dettagli del protocollo 2.0 di William e Kate e da quelli, studiatissimi, “fuori protocollo” di Harry e Meghan  l’immagine dell’erede al trono britannico in completo bianco sulla spiaggia australiana accanto al suo vecchio amore a piedi scalzi fa bene al cuore.  Arrivati nel Queensland per l’inaugurazione della XXI edizione dei Giochi del Commonwealth, il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia si fermeranno fino a domenica 15 per una visita densa di appuntamenti, pare ben poco seguiti. Eppure, chissene, sembrano dire, del fatto che ad accoglierli c’erano le rimanenze del grande pubblico che sette anni fa ha salutato la Regina. Per non parlare del più recente tifo da stadio per William e Kate. E chissene pure della presunta gaffe di Camilla, “beccata” ad annoiarsi sfogliando il programma dell’evento. Era stanca per il fuso, è corso subito a specificare il real ufficio stampa. Ma fosse anche stato  un momento di noia non sarebbe tanto più umano e simpatico delle  felici fossette perennemente esibite da Kate perfino a un passo dal parto, pare, in ipnosi terapeutica? I fans non la pensano così. Tanto che tra i tanti tweet velenosi qualcuno ha pure accusato il principe di non essere stato al capezzale del padre quasi centenario mentre veniva sottoposto a un’operazione all’anca ( del resto conclusa benissimo). Certo gli stagionati futuri sovrani sono meno fashion dei ragazzi reali. Basta guardarli mentre cucinano in mezzo alla folla, il triplo giro di perle di Camilla insieme a una strana melassa a colare dal pane. Non un prodigio di charme. Eppure sembrano divertirsi per davvero. Durante la passeggiata sulla spiaggia di Gold Beach qualcuno ha sentito Carlo sussurrare alla moglie vicina alle onde “Non entrare in acqua tesoro”. E quel “tesoro” in bocca al compassato e rubizzo erede al trono sembra proprio autentico e, addirittura,  oserei, romantico.  

 

Per sempre cadetto

Finalmente è arrivato il suo momento, quello atteso da sempre, da quando gattonava dietro le gambe già sicure di William, da quando lo disturbava negli esercizi al pianoforte. O gli si accucciava addosso, sicuro che a reggerli tutti e due,dietro, c’era la mamma.

O forse no. Forse il momento di Harry non arriverà mai. I tabloid inglesi che sul suo matrimonio non sanno più come riempire le pagine in attesa che il pupo di Kate ravvivi le cronache si sono pure inventati che dall’analisi del palmo della mano il secondo genito di Carlo e Diana risulterebbe un succube annunciato del ben più pronunciato polso della sua promessa sposa. Quella Meghan che gli ha già prepotentemente rubato la scena con un piglio che non dice nulla di buono, almeno per lui.  Suo il naso più copiato del momento,  sue le efelidi che un magico e naturalmente gettonatissimo  fondotinta magicamente non copre. Suo il passato, presente, futuro già incorniciati su tutte le  prime pagine. Lui, rosso malpelo, si direbbe ancora una volta, relegato nelle retrovie persino di quello che dovrebbe essere il giorno più bello. Della sua vita.  Continua a leggere

Gioco di mano….

Melania e Donald Trump in Florida Venerdì scorso

Melania e Donald Trump in Ohio

Ancora una volta il tira e molla di Melania Trump sulle scalette degli aerei tiene banco. Un giochino quello della “Gelida manina” che i cronisti di gossip non tardano a interpretare secondo il meteo degli umori della Casa Bianca. Prima la mano morta (come il mare, appunto) di Tel Aviv.  Poi la mano santa di Roma, prima negata poi concessa poco più in là, in Sicilia. Infine quella in Ohio dove inutilmente il prode Donald cercava il contatto con la moglie, il cui curatissimo arto era protetto sotto il cappottino giallo e già impegnato a brandire il manico della borsa. Ora la mano negata all’arrivo in Florida, terra di uragani violenti come il malumore provocato dall’ennesimo scandalo (si era appunto appena saputo che la modella di Playboy, Karen McDougal, avrebbe avuto una relazione con Trump quando era già sposato). 

Sorge un dubbio. Non è che tutte queste mosse siano ormai un trucchetto messo in scena per far divertire i media e magari salvare il broncetto della firt lady cui, dopo tutti questi tradimenti,  almeno una ripicchina sarebbe lecita?

Melania e Donald Trump venerdì sera nella villa di Mar a Lago

Oggi sulle pagine del Daily Mail viene infatti pubblicata una foto  dove “Love is in the air”, come diceva quella famosa canzone. Nella splendida residenza di Mar a Lago i due, appena approdati dalle visite di prammatica dopo la sparatoria a scuola, sono ancora vestiti con gli stessi abiti.  Eppure, con sguardo mesto dopo il triste pomeriggio, osservano gli invitati danzanti alla festa organizzata a casa loro in stile studio 54 con le mani miracolosamente tornate vicine. Più che vicine. Lui l’appoggia alla gamba di lei, lei la stringe al braccio di lui. Ma a che gioco giochiamo allora? Possibile che tra le 52 mura del palazzo di casa non ci sia bisogno di fingere inesistenti scaramucce? fosse che la signora Trump certe cose le sappia perfettamente e ci conviva solo lei sa come ma certo senza bisogno di queste pubbliche messe in scena? La partita continua, la parola alla prossima mano.