Tutti i colori della Casa Bianca

Viola, turchese, nero. Tre colori, tre donne su e giù da Capitol Hill, tre stili a rivelare un grande cambiamento. 

Il colore viola di Kamala Harris non è un caso. Non un caso la griffe di due stilisti afroamericani, non un caso, appunto, la sfumatura che si rifà a un bellissimo film di Steven Spielberg, un film dove i personaggi femminili sono al centro di una storia che parla di razzismo, violenza e abusi. Loro, le donne vittime, loro, le donne che hanno il coraggio di cambiare. Eccola allora la sua bandiera in un colore che ora diventa più che mai un simbolo. E dove c’è la politica in campo della prima donna vicepresidente, c’è quella, più soft, ma solo apparentemente, della first lady.

Non pensiamo con quell’azzurro guantato in nuance che volesse fare il verso a Melania, pure di celeste vestita 4 anni fa. Ma a quella Jackie Kennedy che usò la stessa tonalità. Nessuno osa il rosa, tinta che la stessa Kennedy rese tristemente immortale a Dallas con il tailleur confetto macchiato dal sangue del marito assassinato. L’aveva fatto solo Hillary Clinton, per il secondo mandato del marito nel 97,  rosa bubble gum si era detto. E non le aveva portato fortuna. E quell’azzurro di una stilista emergente che certo non ha niente in comune con grandi e pretenziose griffes dice che la firma di Jill Biden sarà molto diversa da chi l’ha preceduta.

Qualcuna che ora sfoggia un nero quanto mai adatto a una giornata luttuosa. O forse dovremmo dire lussuosa. Perchè Melania che esce impettita dalla Casa Bianca in total black dice che sì, il suo tempo è finito, ma che lascia con un certo sprezzante stile, quello di una borsa corvina dal valore, da sola, di 70 mila dollari. E che forse l’umore non è cosi plumbeo come sembra, viso che finalmente si scrolla di dosso quel ruolo scomodo e forse anche quell’altrettanto scomodo marito. Certo,  l’abito candido dell’indimenticabile lento tra Michelle e Obama non l’ha ancora raggiunto nessuno, anche Melania era in bianco per il ballo ma a lei gli occhi non brillavano per niente e Jill non sembra per ora una molto fashion. E nemmeno la banda Biden, che nella vita è stata duramente colpita e che più che un’immagine porta oggi alla Casa Bianca un sentimento. Quello già esibito senza vergogna dalla nuova first lady  che si contrae in una smorfia di commozione baciando il marito. Imperfetta e meravigliosa. 

I Windsor e l’anno che verrà

Che anno sarà quello dopo l’ “Annus horribilis”? Sarà l’anno dei 95 di Elisabetta e dei 100 del principe Filippo, ma anche quello della nascita di ben 3 royal babies. Primo in ordine di arrivo quello di Eugenia di York, previsto tra poche settimane. Poi, a giugno, il terzogenito di Zara Tindall, figlia della principessa Anna e nipote della regina. Infine, meno royal ma sicuramente glam, il secondogenito di Pippa Middleton, sorella di Kate, che pochi giorni  fa ha annunciato di essere nuovamente incinta.

Eccoli gli ingredienti “Scritti” nel futuro dei Windsor.  Quindi l’età che avanza della regina e del suo longevo consorte e l’arrivo di due pronipotini e un terzo piccolo di famiglia in grado di strappare un sorriso alla casa ma anche al merchandising reale già pronto a sfoderare tazzine in tema . Il resto è un’incognita o meglio, una certezza forse solo nella mente della regina, depositaria del futuro della monarchia ora più che mai. Perchè da tempo si parla di una possibile abdicazione in favore del figlio Carlo. E da tempo si mormora che potrebbe avvenire proprio nel 2021, anno in cui saranno celebrati i 68 anni di regno, invocando il “Regency Act”. Ma poi le cose cambiano e il covid potrebbe mutare i piani, sempre che siano questi. Paul Burrel, campione di segreti svelati in barba al presunto legame speciale con Diana ( era il suo maggiordomo e confidente, ruolo che gli consentì di pubblicare una serie di best sellers)  è pronto a giurare che la regina rimarrà tale fino alla fine dei sui giorni. E lo fa ricordando la promessa che la sovrana fece dal Sudafrica nel 1947 quando affermò di voler dedicare appunto tutta la sua vita al Regno Unito. Senza contare che la parola abdicazione le provocherebbe un insopportabile prurito dopo quella scandalosa dello zio che portò suo padre sul trono. Quindi che il 21 aprile, giorno del suo compleanno, la sovrana faccia un passo indietro è dubbio. Ma poi c’è il covid a rimescolare le carte. Ora che in Gran Bretagna è più che mai minaccioso. E sono in tanti a pensare che la regina potrebbe essere chiamata a decisioni estreme per tutelarsi. Ecco anche il senso della maggiore rappresentanza assunta dalla magica coppia William e Kate, che molti osservatori reali considerano scaldare i muscoli in vista della promozione. E qui non possiamo non citare il sempreverde Nostradamus che in mezzo alle catastrofi sguazza da secoli e secoli, pace all’anima sua. Ebbene dopo aver predetto che Elisabetta avrebbe abdicato nel 2020 in questi giorni circola il plumbeo aggiornamento secondo cui la regina presto si ammalerebbe fatalmente di Coronavirus. Ma i bookmakers non ci credono e mi piace pensare che anche lei, leggendo queste ipotesi e pensando all’anno che verrà si conceda un reale gesto apotropaico. Cheers!

Tanti auguri principesse

La Christmas Card della famiglia reale spagnola con le principesse Leonor e Sofia

Signore e signori, ecco Leonor principessa delle Asturie, e sua sorella, l’infanta Sofia. Bellezze prossimamente sulle copertine di tutti i rotocalchi. Letizia e Felipe permettendo. Già perchè le due ragazzine sono tenute di fatto “sotto vuoto” dai  genitori, lontane ancora dal tunnel di flash e gossip a cui sono regalmente destinate. Ma stavolta ce l’hanno fatta e per la prima volta le star sono loro due, fresche e davvero solari in questo scatto realizzato al premio “Principessa delle Asturie” intitolato, appunto, alla stessa Leonor. Uno scatto talmente beneaugurale da essere stato scelto per la cartolina di Natale della casa reale di Spagna, inviato in risposta ai sudditi che hanno fatto gli auguri ai sovrani. Un’immagine di speranza ora più che mai, in un momento molto difficile  per la monarchia spagnola dove le marachelle del re emerito Juan Carlos hanno lasciato il segno, dalle accuse di corruzione che hanno fatto si che il figlio Felipe di fatto lo estromettesse, alle  amanti che spuntavano come funghi a rivelare anche un reale “cornificatore”. Senza contare che il paese è uno dei principali a soffrire e aver sofferto per la pandemia. Ecco dunque giocata la carta delle principesse sorridenti che per Natale diventa quindi l’innovativa Christmas card senza tutta la famiglia. Una foto scattata a ottobre che dimostra come i reali si stiano preparando a sfoderare la graziosa arma delle figlie per risalire nel gradimento del popolo. Bionde, bellissime e pronte a farsi carico dei doveri di corte almeno finchè  significano accompagnare i genitori re negli impegni istituzionale ma anche nel sostegno alla monarchia. A destra vediamo la futura regina di Spagna, più bassa ma già forse un pò più altera della sorella Sofia al suo fianco sulla sinistra. Hanno rispettivamente 15 e 13 anni e ancora a quest’età la presa della madre borghese salita al trono è sicuramente salda e tenace almeno quanto la sua ambizione. Ma le ragazze sono destinate a un futuro importante e Letizia dovrà farne conto, prepararle e non solo proteggerle. Un pò ricordano Elisabetta e Margareth. Forse più belle e già nate predestinate ma ugualmente unite dei diritti e nei doveri della corona. Un fardello che la storia insegna come terribilmente pesante.   

La rivincita di “Genoveffa”

La piccola di famiglia soffia la scena a tutti .Quatta quatta non solo aspetta un bambino, ma si infila tra le costosissime mura dello scandalo di “Frogmore Cottage” senza fare un plissé. Parlo di Eugenia, la secondogenita di Andrea di York, passata praticamente immune tra i guai di famiglia e arrivata dritta alla meta. Se fosse stato un cavallo nessuno avrebbe puntato su di lei. Eppure.

Partiamo dall’inizio, dal matrimonio con cui Eugenia aveva già dribblato la sorella più grande arrivando prima nella gara all’altare. Un matrimonio faticosamente celebrato con qualche ritardo. Eugenia aveva infatti dovuto trangugiare non pochi rospi tra le bizze della new entry Meghan e del cugino Harry che per entrare nella St. George’s Chapel avevano avuto la precedenza. Ma poi eccola, splendida sposa di autunno, sfoggiare la tiara più preziosa del regno. Prestata dalla regina, si trattava di un monile di ispirazione russa con al centro uno smeraldo di una caratura siderale. Niente velo, ma in bella mostra anche una vistosa cicatrice sulla schiena, segno di un reale menefreghismo nei confronti delle imperfezioni .E già possiamo dire:  Eugenia-Kate uno a zero.

Quella giornata si alza un forte vento, che solleva molte gonne reali e che, per gli scaramantici, preannuncia novità. Poco dopo infatti scoppia  lo scandalo del padre. Ma nella bufera viene semmai trascinata la sorella Bea, consigliera di quella sciagurata intervista rilasciata da Andrea alla BBC che ne decreta per sempre il confino. Lei ancora una volta saggiamente defilata. Poi, sempre nel suo nobile understatment, eccola annunciare il lieto evento. Il baby è atteso per l’inizio del 2021, splendido auspicio di un anno possibilmente migliore. Un bambino concepito quindi durate il primo lock down ,tra comprensibili paure e timori. Ma, degna figlia del suo paese, Eugenia fa sua la celebre massima di Disraeli: “Never complain, never explain” e quindi via dritta e silenziosa alla fine del periodo critico senza lamentele nè spiegazioni. E ora, eccola sbarcare trionfalmente a Frogmore Cottage e prendere anche fisicamente il posto di Meghan. Il cottage ristrutturato con costi altissimi che i duchi di Sussex hanno poi ripagato senza in fondo esserselo goduto diventa il nido della piccola Eugenia, di suo marito Jack e del figlio che verrà, a portata di passeggiata a cavallo della bisnonna regina e dei suoi favori.  Bingo. E grande rivincita. Vero che sembra che le due coppie, Eugenia e Jack e Meghan e Harry, si siano accordate per lo scambio di casa, opps, di castello. Non a caso la tenuta era stata progettata a misura di bambino e quindi è perfetta per i prossimi neo genitori. Ma è impossibile non notare le coincidenze. Il matrimonio di Eugenia era passato velocemente sotto traccia, questo perchè Meghan aveva annunciato proprio in quell’occasione di aspettare un bambino rubandosi completamente la scena. Ora che quest’ultima dichiara il recente  momento difficile dovuto a un aborto spontaneo ecco Eugenia riprendersi i riflettori e  candidarsi come perfetta sostituta nel cuore della gente, della regina e del palazzo. Quel palazzo di cui si è sempre sentita inquilina di serie B, e dove ora, spazzata via Cenerentola,  può finalmente insediarsi. 

Profumo di Diana

Diana e Carlo il giorno del loro matrimonio

Sono giorni di gossip sul dietro le quinte della nuova serie di “The Crown” in cui finalmente entra in scena Diana. Tra questi i dettagli della laboriosa preparazione della copia del mitico abito con indosso il quale l’allora Lady D varcò la soglia di St. Paul’s Cathedral il 29 luglio del 1981: ben 4 mesi di lavoro per replicare quella nuvola color avorio ispirata al matrimonio del “Gattopardo” e a quello di Rossella O’Hara. E si scoprono anche interessanti retroscena legati al vero abito. Tra questi un piccolo incidente. Il vestito infatti, una volta uscito dalla carrozza, era visibilmente stropicciato. Un pò perchè durante il tragitto, certo, non era stato comodo, un pò perchè Diana, terrorizzata, si era appesa alla gonna, stringendola con le mani. Ma anche perchè,  profumandosi prima di uscire, ci aveva versato sopra due gocce del suo profumo. Così, nell’agitazione, aveva strofinato il tessuto spiegandolo ancora in modo irreparabile. Ecco perchè la principessa camminando non mosse di un centimetro il bouquet: serviva a coprire la macchia e le pieghe. Ma di certo era profumatissima: SI trattava di “Quelques fleurs”, un classico fiorito ambrato composto da una casa francese e da lei molto amato. Non diversissimo in fondo dalla fragranza a base di gardenia, lo stesso fiore del bouquet di Diana, che indossava Kate Middleton proprio nel giorno del matrimonio. Una citazione? Certo, la storia dei profumi di principesse, first lady e regine è lunga e ricca di retroscena.  Prendiamo Grace Kelly, il cui abito, si dice, sia stata fonte di ispirazione per Alexander McQueen nella realizzazione di quello della duchessa di Cambridge. Avanzando verso l’altare nel più seguito evento mediatico di quegli anni indossava anche lei una fragranza fiorita. Era quella di una celeberrima e costosa casa di profumi inglese donata dallo stesso Ranieri. Il principe l’aveva personalmente commissionata ai profumieri di Grasse appositamente per lei. Naturalmente in pendant con i fiori del bouquet. Una finezza davvero regale.

La regina Elisabetta  ama il mughetto ma per il matrimonio avrebbe usato un profumo cipriato a base di rosa della blasonata casa inglese Floris. 

Meghan Markle per le nozze ha fatto comporre dalla stessa casa una fragranza originale che sapeva di brezza marina. Per il resto i profumi li cambia spesso, dice che per lei sono importantissimi e non esce mai senza: una vera e propria firma. Importanti anche e grazie al giro d’affari che queste regine e non hanno generato indossandoli. Prima e inimitabile influencer ante litteram, Jacqueline Kennedy usava il profumo più costoso di sempre, una creazione della casa francese Jean Patou. Nonostante fosse nata nel 1929, anno della grande depressione, e che fosse così costosa, per produrne un’oncia servivano 10mila fiori di gelsomino, la celebre testimonial contribuì non poco al suo successo. E se mi concedete un excursus tra le regine, si ma di Hollywood, scopriamo che Liz Taylor consigliò il suo profumo dolcissimo e opulento a Michael Jackson che lo usò poi tutta la vita e Marylin Monroe metteva si due gocce di Chanel N. 5 per dormire ma in realtà ha amato per sempre un meno famoso profumo a base di geranio e rose regalatole sul set. 

Il Lato oscuro della corona

Re, regine e principi. Li vediamo simpaticamente alle prese con tradizionali biscotti del Kent e tipiche corse nei sacchi scozzesi. Preoccupati di sembrare specialmente normali, ovvero persone come noi ma solo più fortunate e per questo più impegnate a occuparsi degli altri. Poi capitano strani eventi che sfuggono alle maglie dell’ufficio stampa e allora questa soave versione fa sospettare anche un’altra verità.

Dunque William è stato segretamente malato di Coronavirus. Contagiato dopo l’annuncio di positività del padre e della grave malattia di Boris Johnson. Lo ha fatto trapelare il Sun e poi la notizia è stata confermata. Il duca, secondo la versione ufficiale, ha tenuto nascosta la malattia perchè era un momento difficile per la Gran Bretagna e il secondo in linea di successione non voleva spaventare ulteriormente il paese. Certo, il 25 marzo si era saputo della positività dell’erede al trono mentre subito dopo iniziava l’odissea del premier. William non aveva sintomi preoccupanti e quindi era stato sufficiente isolarsi nella casa di campagna ad Amner Hall da dove aveva continuato a onorare i suoi impegni istituzionali senza dover ammettere niente.  Qualcosa mi sfugge. Ovvero: perchè non dirlo una volta finita l’emergenza e fare pure una bella figura? Perchè lasciare che lo scoprisse la stampa? Sempre la versione ufficiale afferma che la cosa fosse stata molto dibattuta all’interno della casa reale e che alla fine fosse stato deciso di non fiatare. Per il bene del paese naturalmente. Ma, aggiungo io e i tanti che hanno criticato la scelta, anche per il bene della corona. Non vorrei rievocare decisioni estreme di certi governi disposti a imbalsamare per settimane i loro premier e di avvolgerne la scomparsa nel mistero pur di non cedere il potere. Non è questo il caso. Ma, certo, paventare ai sudditi che i primi due eredi al trono fossero nella morsa del virus, con l’anziana e fragile sovrana rintanata a Windsor era un rischio. Cosa fare nella terrorizzante ipotesi che il primo in linea di successione potesse rimanere il piccolo George?. Dare la reggenza al principe Harry?  Domanda da brivido insostenibile anche per la solida monarchia britannica. Che poi nella monarchia di troppo solido, direbbe la buonanima della regina madre che durante la seconda guerra mondiale era rimasta trionfalmente sotto le bombe di Londra  pur di non far sentire la debolezza della corona, non c’è mai nulla e quindi mai abbassare la guardia. Vista da quest’angolatura, la decisione del duca di Cambridge appare dovuta alla tutela della firm più che della famiglia o del popolo. Una mossa da regime monarchico come lo si era studiato sui libri di scuola, un pò ancien e certo lontano da biscottini e gare campagnole. La vera faccia di William oggi sembra quindi quella di un sovrano in pectore, pronto a prendere decisioni che con l’immagine di affabile papà di famiglia dal simpatico sorriso un pò equino c’entrano poco. Così come poco hanno a che vedere con la trasparenza e la sincerità che ingenuamente ci si aspetta. Scelte che parlano si di responsabilità verso il popolo, ma dall’alto di chi quel popolo non vuole smettere di governarlo. Di chi farebbe di tutto pur di non mostrare le crepe in quel trono che spera a lungo di possedere. Che gran lavoro di immagine ci deve essere dietro i fiorellini degli abiti di Kate, insomma. E per fortuna. Almeno tra i cappellini di Ascot e i favolosi matrimoni reali si può continuare a sognare di questo mondo incantato tra muffin e scones, dimenticandosi dell’altra faccia della corona. Quella che rese la principessa Margareth una donna eternamente disperata per non aver potuto sposare l’uomo che amava,  che fece a pezzi Diana e fece scappare Meghan e Harry. Perchè dio salva sempre e solo la regina.

 

La sfida di Jill, “l’antimelania”

Si sarebbe chiamata Jill Giacobba, dal nome dei bisnonni arrivati dalla Sicilia, se quel cognome non fosse tempestivamente stato trasformato nel più americano Jacobs. E’ come Jill Jacobs quindi che l’ex modella e cameriera italoamericana aveva conosciuto il futuro Vice presidente degli Stati Uniti a un appuntamento al buio nel 1975. Joe Biden era molto più grande di lei e reduce dal doppio lutto della moglie e della figlia, scomparsi in un incidente d’auto 3 anni prima. Ma la scintilla scoccò: alla prima chiamata lei gli chiese subito “dove si è procurato il mio numero?” ma poi si ammorbidii. Due anni dopo sarebbe stata infatti pronta a divorziare dal primo marito per dare una nuova famiglia a quello che sarebbe stato l’uomo della sua vita (ma ha aspettato che lui la chiedesse in moglie 5 volte prima di dire si) e nonostante nel 2015 la tragedia tornasse a bussare alla porta, con la morte per malattia del primogenito di Joe, Beau, loro sembrano ancora uniti e forti. Continua a leggere

Melania, una quarantena difficile

La sfinge. Così la chiama Ivanka che notoriamente non ha un buon feeling con la cara matrigna. Ma ora l’impassibilità della first Lady rischia di crollare sotto il peso di una crisi di nervi. Non solo è stata contagiata dal coronavirus. Non solo pare, attraverso quella Hope Hicks che la stessa Ivanka ha insistito per richiamare a gran voce alla Casa Bianca. Pure una bella guagliona quella Hope, particolare apprezzato in quel famoso studio ovale fin dai tempi della mitica Monica Lewinsky. Ma in questa terribile quarantena Melania sarà pure costretta a sopportare il maritino. Tra sorpresone ai fans con incredibili road show in auto e minacce di dimissioni precoci. Altro che giardino delle rose, qui rimangono le spine di un rapporto che malato lo sembra da tempo. E quindi quarantena dal virus o da Trump? I media gossippari degli Usa si stanno scatenando. Dove dormiranno i due? nella suite presidenziale con camera soggiorno e bagno al secondo piano oppure nel più allegro solarium? soli o in coppia? e come metterla con il fatto che Melania da tempo dormirebbe in un’altra stanza: continuerebbe l’isolamento da sola? ecco, c’è di che divertirsi. Senza pensare agli oltre 100 membri dello staff presidenziale che normalmente si aggirano per la Casa Bianca. Saranno ridotti, oppure no? di certo non pochi tra coloro che spavaldamente ignoravano l’uso di maschere e disinfettanti pare siano tornati sui loro passi. Ma tutto, naturalmente è immerso nel mistero. Nessuna notizia, tra l’altro neanche sul 14 enne Barron, che attualmente vive con mamma e papà e che al test per il coronavirus è risultato negativo. Chi si occuperà di lui? Il dr. Conley che attualmente sta curando Flotus e Pocus rassicura. Pochi giorni di quarantena e sarà tutto come prima. Ma in mezzo, questioncella elettorale a parte, sembra profilarsi un periodo durissimo per questa prima signora presidiata più che dal marito di cui dice di non condividere molta politica da quella figliastra impegnata a spingerla fuori dalla East Wing. Esausta per le critiche sul suo operato, addobbi di Natale inclusi. E soprattutto schiacciata dalla difficoltà di gestire ora quel figlio che unico, pare, riesce a toglierle la maschera da sfinge e forse anche la mascherina, per rivelare il volto di una mamma preoccupata come tante.

Il Principe felice?

36 anni. Pochi giorni fa, il 15 settembre, il principe Harry ha raggiunto l’età che aveva sua mamma Diana, quando è venuta a mancare. Di questo compleanno di cui si è detto tutto, che fosse felice perchè lontano dalla famiglia reale oppure triste proprio per lo stesso motivo, l’unica certezza è che raggiungere l’età di un genitore morto non può che far meditare a lungo. Un traguardo, un passaggio del testimone o forse una svolta. E non solo per la distanza oceanica dalla madre patria. Nel suo nuovo e lussuoso eremo a Santa Barbara, quanto di più lontano si possa immaginare da Kensington Palace, con quel figlio del futuro che ha saputo costruire, accanto alla sua  chiaccheratissima neo Wallis Simpson  forse Harry oggi è davvero cambiato. Altro che  facili sbornie e risse che finivano in prima pagina dei tabloid e sulla scrivania della furiosa granny Elisabeth. Solo boutade risolte con un buffetto. Lasciare il mondo potente e claustrofobico della corona, lasciare i gradi militari, inizio della sua autoaffermazione, lasciare l’isoletta dove è sepolta la mamma è stato molto più complesso. Ora questo adulto dal percorso inverso di Diana, prima scapestrato, poi centrato sulla sua famiglia si è disfatto dei debiti e delle critiche ripagandosi la ristrutturazione salatissima di Frogmore cottage. Ma  grazie al riccho contratto con Netflix si è liberato pure da ogni sospetto di incapacità ed è ora pronto a una vita su misura per lui.

Sui giornali si è chiacchierato molto della foto pubblicata con gli auguri del fratello William e della cognata Kate in cui Meghan non c’è. Ma si è tralasciato di notare che si tratta dello scatto di una corsa in cui proprio lui arriva primo. E alla faccia di tutti quelli che lo dipingono  succube della moglie forse è così: per la prima volta è primo nella sua vita. Diventata come voleva lui, libero di compiere gli anni di Diana dove vuole e come vuole. E proprio come il principe del racconto di Oscar Wilde, ora che è uscito da palazzo e ha visto tutte le miserie e le realtà del mondo eccolo donare i suoi tesori. Per festeggiare il compleanno Harry ha infatti elargito  100mila sterline a un’associazione benefica che si occupa dell’educazione di ragazze africane indigenti. C’è ovviamente chi è subito corso a criticare: è una tipica campagna di Meghan. Ma si può anche pensare che sia un obiettivo comune: le ragazze africane da aiutare, il figlio da crescere, la vita in California. Si può pensare che siano liberi e in accordo in quello che fanno. Così come Edoardo VIII pare abbia vissuto serenamente lontano da quel trono lasciato per amore. Forse il più terribile incubo di Elisabetta, che l’adorato nipote trascinasse ancora una volta la corona nello scandalo per colpa di un’americana divorziata si è trasformato in un’occasione. L’occasione per Harry di diventare finalmente, a 36 anni, un principe felice.   

Mondana per amore?

Il tycoon Robert Maxwell all’epoca dell’acqusito del “Daily Mirror” con in copertina l’amante del principe Andrea Koo Stark

Quando si dice il destino. Parliamo di Ghislaine Maxwell, arrestata il 2 luglio e pesantemente coinvolta nella storia di terribili ricatti sessuali ai danni di ragazze minorenni che ha portato il miliardario Jeffrey  Epstein al suicidio e il principe Andrea alla gogna mediatica e alla messa al bando da parte della famiglia reale. Mi capita tra le mani questa foto. E’ del padre di Ghislaine, Robert Maxwell, miliardario anglosassone e re dei media. Il tycoon, praticamente un padre padrone venerato dalla giovane Ghislaine,  viene trovato morto nel 1991 nelle acque al largo dell’isola di Gran Canaria accanto al suo yacht, che naturalmente si chiama “lady Ghislaine”. Incidente? Suicidio? “Me l’hanno ammazzato” dichiara la figlia scioccata davanti a quella morte improvvisa. La famiglia è in bancarotta, i suoi membri perseguitati dalle vendette degli ex dipendenti  o dalla giustizia. Ghislaine  cerca di rifarsi una vita a fianco di un importante ereditiere italiano.  Ma il matrimonio salta. Ed ecco saltare fuori dal cappello Jeffrey Epstein, ricchissimo come il padre, splendido di ville, barche e bella vita come il padre, autoritario e perverso come il padre. Lei spera nell’amore ma presto ne diventa la migliore amica, amica e complice. Ed eccola invischiata poco a poco in traffici terribilmente sconvenienti per una laureata al Balliol College di Oxford. Ma cosa c’entra con la foto? bene, la foto ritrae il magnate Maxwell nel 1984, quando acquistò il “Daily Mirror”. Chi c’è in copertina? ma Koo Stark

Il principe Andrea all’epoca della relazione con l’attrice Koo Stark

Koo Stark, l’attrice americana di film erotici che per prima mise nei guai il principe Andrea che già qualche vizietto, ben prima di sposare Sarah Ferguson, ce l’aveva. Colpisce vedere quella copertina con la donna del primo scandalo del principe, nelle mani del padre della donna che gestirà quello che sembra essere l’ultimo e fatale scandalo di Andrea.

Una giovane Ghislaine Maxwell accanto al padre Robert

Come se un destino malizioso  avesse messo lo zampino nella vita di questa Raperonzolo tirata giù dalla torre con violenza. Principessa di un regno fallito e ansiosa di recuperare il suo status con ogni mezzo, lecito e illecito. Artefice della caduta di un vero principe eppure mai più innamorata di nessuno come forse lo era stata del suo terribile papà.