Macron: vacanze sopra le “Rughe”

In gran forma. Il commento di Donald Trump a Brigitte Macron ha fatto discutere in questi giorni. Anche perché, come sappiamo, la differenza tra il presidente americano, 70 anni, e la moglie Melania, 46, è esattamente la stessa che intercorre tra la première dame, 64 anni, e il marito, 39 ( 40 a dicembre). Sarebbe quindi divertente immaginare il contrario, cioè che Brigitte guardando un po’ sorpresa Trump gli dicesse: “Però, sei in gran forma”. Ipocrisia che nemmeno all’ombra dell’Eliseo sarebbe consentita, vista la stazza slavata di Potus. Ma più di tutto stonerebbe l’impertinenza. Tanto The Donald ne ha fatto il marchio di fabbrica. Quello che non si sa è che questa coppia “Diversamente” assortita di smacchi pubblici per l’indigeribile differenza d’età ne subisce parecchi. E ben più turpi. Mi ha colpito, una ventina di giorni fa, l’incontro tra Macron e i giovani imprenditori di Station F, un gruppo di start up.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Le scalate di Pippa

Mi ero quasi stufata di spiare ogni singola mossa della corsa di Pippa a farsi notare e immortalare almeno quanto un decimo della sorella, sempre con il rischio che una Meghan qualsiasi possa rubarle la scena. E pure il suo ultimo sorriso appollaiata al braccio del neo impalmato marito pur stavolta all’aeroporto di Sydney, in procinto di prendere il taxi boat per poi salire sull’aereo privato per poi andare a cena con gli amici chissà dove in Australia mi sembrava ancora piuttosto ripetitivo. Ecco che invece mi imbatto in qualcosa di insolito. Il sorriso e’ sempre quello ma la location decisamente particolare.

Siamo in cima al Cervino. E’ il luglio del 2016. Pippa e James sono fidanzati da pochissimo. Non tutti sanno che 17 anni prima e’ deceduto in circostanze misteriose Il fratello minore di James, Michael Matthews. Il ragazzo, esperto scalatore, era riuscito a godere solo per pochi minuti della vista del mondo dalla cima dell’Everest poi una tempesta se l’era portato via per sempre. Inutilmente i Matthews avevano intentato causa all’organizzazione che l’aveva aiutato nell’impresa accusandola di negligenza. Le ragioni della morte del 22enne, il più’ giovane inglese a raggiungere quel traguardo, rimasero ignote. Alla famiglia non resto’ allora che creare una fondazione in nome del figlio finalizzata ad educare i ragazzi nelle zone piu povere del mondo, la “Michael Matthews Foundation”. E rieccoci a Pippa. Appena due settimane dopo il fidanzamento viene colta a inerpicarsi sulla vetta alpina per raccogliere fondi per il quasi cognato mai conosciuto. Insieme a lei il fratello James. Ci arrivano alle 7.30 del mattino dopo un avvicinamento da Zermatt e una scalata impegnativa. Perché è vero che la ragazza ha sempre amato farsi immortalare in situazioni sportive piuttosto toste ma di certo il Cervino con i suoi 4478 metri non è una passeggiata in Kings road. Che poi l’abbia fatto per impressionare il futuro multimiliardario marito o per buon cuore non è dato sapere. E sicuramente tanti penseranno che forse sarebbe bastato un matrimonio più morigerato per mettere insieme una cifra ben più alta da devolvere in beneficenza. Comunque Pippa, che alle scalate sociali parrebbe naturalmente favorita dal buon sangue di famiglia, per il suo James una montagna l’ha conquistata per davvero e poco importa se poi è stata ricambiata con una valanga di carati. Si godessero ora la meritata felicità in transito dall’atollo alla barriera corallina. In attesa della prossima impresa: regalare ai tabloid e all’ambizione di nonna Carole Middleton dei nipotini all'”altezza”. Vertigini. 

 

 

 

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Il mio impero per un cavaliere

La principessa Mako Akishino

In nome dell’amore una principessa darà via il suo titolo. Succede nel paese del Sol Levante dove un imperatore è anche discendente della “Grande dea che splende nei cieli”. Come si possa abdicare da questo sacro ruolo solo Akihito lo sa ma quella che si apre rischia di non essere più l’era della pace dallo stesso inaugurata nel fatidico 1989. A fine 2018 con tutta probabilità il trono del Crisantemo passerà infatti di mano ( un evento rarissimo, l’ultima volta è successo 200 anni fa). Primo in linea di successione c’è Naruhito, marito della celebre principessa triste Masako. Per sette volte, dice la leggenda, ha detto no al matrimonio, poi è stata imbrigliata nell’abbraccio mortale di una corona che l’ha lentamente trascinata nella depressione da cui ancora non si è liberata.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Il lato B ( del matrimonio) di Pippa

Il primo bacio pubblico tra il principe Harry e l’attrice Meghan Markle (fonte “The Sun”)

Fatta la legge trovato l’inganno, anzi, “every law has a loophole” come si saranno detti Harry e Meghan dopo uno schianto di bacio nel parcheggio del club del Polo di Ascot.  Un’effusione ben poco emozionante in effetti ma capace con tutta probabilità di schiantare la regola del matrimonio perfetto di Pippa.

Pippa Middleton “damigella d’onore” al matrimonio della sorella il 29 aprile 2011

Per la sorellina di Kate, diventata famosa per il suo “upper class B side” mostrato al mondo intero mentre reggeva lo strascico della real sorella, è arrivato il momento di sfoderare il lato A. Ovvero il 20 maggio toccherà finalmente a lei lasciare tutti attoniti nella navata di una chiesa. Certo non sarà Westminster, certo non sarà principessa ma una certa dose di riflettori illumineranno solo lei. Al nuovo matrimonio dell’anno non ci sarà la regina perché non ci sono legami di sangue tra lei e i Middleton mentre Kate, in virtù del suo rango, non potrà ricambiarle il favore con lo strascico. Le presterà però i figli, i piccoli George e Charlotte per farle rispettivamente da paggetto e damigella. Ma la domanda che sta appassionando gli inglesi in realtà è: ci sarà o no Meghan Markle?

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Due o tre cose che non sapevamo (ancora) di Brigitte

In attesa che la signora Macron venga o meno designata première dame e quindi sottoposta all’inevitabile “Trattamento Eliseo” (vedi pezzo sugli “Sciampi Elisi”), a passarla allo scanner ci ha intanto pensato la stampa.
Sulla scorta di un libro opportunamente uscito a marzo (‘Les Macron’, di Caroline Derrien e Candice Nedelec) di documentari e interviste, di Brigitte Trogneux si è saputo di tutto. Dall’imbarazzo per una presunta storia omosessuale del marito con Mathieu Gallet all’eterna gratitudine dello stesso Emmanuel ( “Se vinco lei non starà in disparte, avrà il ruolo che ha sempre avuto. Lei condivide la mia vita, è così che noi funzioniamo” ha spigato a RTL un mese fa). Ma sono i dettagli di questa loro storia così particolare ad avermi colpito.

Foto tratte dal documentario “La stratégie du météore” di France 3

 
64 anni lei, 39 lui, Manu e Bibi per gli amici, si sono conosciuti quando lui aveva 15 anni. Le cronache narrano che lei insegnasse al liceo “La Providence” di Amiens quando un giorno la figlia Laurence tornò a casa dicendo di avere un compagno insopportabilmente saputello. Il giovane Macron, che allora frequentava un club di teatro, incuriosì Brigitte, all’epoca curatrice dello stesso club, che finì con l’ incontrarlo tutti i venerdì sera per aiutarlo a scrivere una pièce ispirata all’ “Arte della Commedia” di Eduardo de Filippo. Nel 1994, dopo due anni di lavoro insieme, lo spettacolo andò in scena. Brigitte In poco tempo diventò la compagna di tutte le successive avventure teatrali ( France 3 ha pubblicato il video tratto da una sua performance nei panni di uno spaventapasseri con tanto di bacio a una giovane Brigitte) e non.  I genitori di lui, messi al corrente dell’inappropriata amicizia, lo allontanarono da Amiens e lo iscrissero al prestigioso liceo Henry IV a Parigi. Ma lui ammonì Brigitte: “Voi non vi sbarazzerete di me, tornerò e vi sposerò”.

 

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Cheers!

Lunga vita alla regina: più che un augurio, ormai un dato di fatto. Domani Elisabetta II compie 91 anni. Li compie per la prima volta. La seconda volta, il tradizionale “Trooping the Colour”, quest’anno sarà il  17 giugno.
Auguri a lei dunque, l’unica, la sola, quella che non ha nemmeno bisogno di un cognome perché i reali inglesi possono farne a meno.
Cosa dire di quella poveretta di Letizia di Spagna, ridotta a farsi immortalare come una borghesuccia al bancomat? Elisabetta ha uno sportello personale a Buckingham  Palace.  Invece non ha né passaporto né patente ma  viaggia e guida lo stesso.
E cosa dire di quell’esibizionista di Rania di Giordania, ogni uscita un paio di fiammanti scarpe glamour? Elisabetta ( che non indossa mai scarpe nuove ma già “ammorbidite” dalla sua cameriera) ne compra uno o al massimo due paia all’anno e dallo stesso negoziante che nessuno conosce ma che è tenuto a rifare tacchi e suole quando si rovinano. Perché una vera regina è parsimoniosa e perché la vera eleganza è nei dettagli. 
In pochi infatti ci fanno caso ma quando piove la regina  sfodera sempre lo stesso tipo di ombrello. Trasparente perchè possa sempre essere vista dai sudditi ma con un bordino colorato. Ebbene è fatto su misura,  sempre rigorosamente in tinta con il resto  della mise.
Una donna di polso,  anzi, se la serie “The Crown” ha ragione, il risultato di una perfetta metamorfosi da essere umano a essere reale. Se Tony Blair non l’avesse supplicata mai le sarebbe venuto in mente di issare la bandiera di Buckingham Palace a mezz’asta in segno di lutto per Diana. “Never explain never complain” ( mai spiegare, mai protestare) diceva  il politico e primo ministro Benjamin Disraeli,  poco importa se per colpa di questo gelido protocollo siano finiti in analisi nell’ordine Diana, Carlo e ora si è saputo, pure Harry. Lei sta sempre benissimo, comunque.  E alla sera brinda alla salute con un goccetto… di champagne ovviamente perché la vera noblesse oblige!

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

L’improbabile Carlo

Carlo e Camilla il giorno delle loro nozze a Windsor il 9 aprile 2005

Proprio vero che non si finisce mai di conoscere una persona. Prendiamo il principe Carlo, ad esempio. L’avevo visto al suo (secondo) matrimonio sfilare per le strade di Windsor accanto a Camilla diretto al municipio per farla per sempre sua. Compassatissimo nella sua felicità era quello che tutti noi cronisti rotti ai peggio gossip su di lui ci immaginavamo fosse. E non importa che il giorno dopo tutti i giornali avrebbero titolato che i sudditi preferivano il figlio William al suo posto sul trono. Il principe ereditario aveva finalmente la donna che amava al suo fianco e dopo le intercettazioni telefoniche scabrose con lei rese terribilmente pubbliche ( “Vorrei essere il tuo Tampax”) nessuno, men che meno lui, sembrava suscettibile di un qualche possibile turbamento.

Ecco che ora una nuova biografia aggiunge ancora dettagli a questa personalità particolare.  Appena pubblicato da Penguin Random House, “The Passions and Paradoxes of an improbable Life ( passioni e paradossi di una vita improbabile) è stato scritto da Sally Bedell Smith, americana ma con il diritto di accesso a cortigiani, familiari e amici del principe. 300 Interviste in tutto per quattro anni di lavoro. E le chicche saltate fuori non sono poche.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Gli “Sciampi elisi”

 

La campagna sui Social delle “Femen”

Ci mancavano giusto le Femen. Penelope Fillon è finita nel mirino pure del gruppo ultrafemminista ucraino che ha preso d’assalto i social a botte di foto di casalinghe scollacciate e scatenate al provocatorio grido di battaglia  “#supportpenelope” “sostieni  Penelope”.

Non è tutt’oro quel che luccica dalle parti dell’Eliseo. Lo diceva pure Carla Bruni che già nel 2012 si augurava che la vita tra quelle belle stanze finisse presto ( “Les enfants sont malheureux. Tout le monde est malheureux, vivament que ca ce termine” ovvero: i bambini sono infelici, tutti sono infelici, che finisca presto). Senza contare il calvario di Julie Gayet, l’attrice all’origine del più grande scandalo recente della presidenza francese, quando Francois  Hollande fu beccato dalla rivista “Closer” a correre in motorino da lei nonostante a casa l’aspettasse Valerie Trierveiler, (soprannominata Rottweiler). Il presidente francese lasciò la compagna ma non acconsentì mai a ufficializzare la relazione con bella amante che da allora è soprannominata “Le Fantome de l’Elysée” il “Fantasma dell’Eliseo” (si, ce n’è per tutti) e le cui giornate passate in totale discrezione, per non dire nell’ombra, saranno descritte in una biografia in uscita a maggio.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

La principessa e il parrucchiere

 E’ uno strano anno questo per la monarchia britannica. E’ iniziato con lo strascico di un Natale inquieto, con il persistente raffreddore della regina ad alimentare il timore di quello scenario che meno di tre mesi dopo il  giornale “The Guardian” avrebbe illustrato nel dettaglio pubblicando il segretissimo dossier sull’ operazione “London Bridge”, ovvero sulla morte di Elisabetta II. Tra pochi giorni, poi, ci sarà la visita di Carlo e Camilla in Italia. Prevista una sosta nei paesi terremotati,  l’ennesima occasione per il principe ereditario di ripassare quelle prove generali con cui da qualche decennio si è rassegnato a convivere. E intanto William e Kate sono andati a Parigi. Non un week end romantico per far dimenticare alla moglie gli scivoloni molto poco regali della discoteca di Verbier ma una vera e propria visita di stato per rafforzare i rapporti tra Francia e Inghilterra in vista della Brexit. Il primo viaggio ufficiale di William a Parigi dopo la morte della madre. Esattamente 20 anni dopo.

Carlo e Diana a bordo del “Britannia” durante la luna di miele

 

Già, ad agosto ricorreranno i 20 anni dalla scomparsa della principessa Diana. E già, in questo strano anno, si sprecheranno fiumi d’inchiostro, di straordinarie rivelazioni e commossi ricordi.
Quello che ho raccolto io è di uno sconosciuto 19enne che nell’estate del 1981 lavorava come parrucchiere nel circuito di alberghi dell’Aga Khan. Quell’agosto la star indiscussa era la giovane Diana Spencer che il 29 luglio aveva sposato Carlo d’Inghilterra.  Subito dopo il matrimonio la coppia era partita per il viaggio di nozze  nel Mediterraneo a bordo del panfilo Britannia. Nel fitto calendario di impegni era previsto anche uno scalo in Sardegna.  Qui i principi giunsero con un’imponente scorta alla dimora dei conti Donà delle Rose. Qui, dopo il pranzo a base di pesce assistettero a un concerto del coro della Barbagia nella piazzetta di Porto Rotondo. E qui Diana chiese di fare una piega.

 

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

“Donald, you’re hired”

 

Donald Trump e Paola Tommasi a Redding (California)

Ve lo immaginate Donald Trump nel bel mezzo della campagna elettorale sdegnato dalla folla che lo schiva per andare a salutare la giovane italiana che vediamo in questa foto accanto a lui?
Io proprio no e quasi non ci avrei creduto se la scena non me l’avesse descritta nel dettaglio la stessa italiana. Si chiama Paola Tommasi e per 8 mesi, fino all’insediamento a gennaio, ha fatto parte dello staff elettorale dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Oggi quest’esperienza è stata raccontata in un libro che raccoglie le cronache, l’analisi politica ma anche gli aneddoti di quei mesi vissuti pericolosamente.
Come la sera dell’insediamento al “Liberty Ball” nel National Building Museum di Washington, il ballo più esclusivo della serata, accanto a Robert, il fratello più piccolo di Donald. “L’emozione più grande è quando mi ha detto che avrebbe giurato sulla Bibbia della mamma” ha confidato Robert Trump a Paola tra musiche roboanti e luci sempre più forti. “Ne abbiamo una copia uguale tutti noi fratelli, con i nostri nomi impressi, ce l’ha regalata a 9 anni quando abbiamo finito la scuola elementare. A tutti nel giorno dei bambini, che si tiene a giugno”

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page